PROBIOTICI

PROBIOTICI

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Il termine “probiotico” (che è derivante dal greco: “pro-bios”, a favore della vita) viene coniato a inizio secolo grazie a uno studioso, poi premio Nobel, tale Metchnikoff, che si accorse e studiò la longevità di alcuni contadini bulgari che usavano consumare con costanza un latte fermentato.

Da allora gli studi sul microbiota intestinale sono diventati i più interessanti e soprattutto i più promettenti in fatto di ricerca dello stato di salute ottimale.

Ad oggi, però, l’opinione pubblica è decisamente fuorviata dalla pubblicità dei media perché è portata a credere che i probiotici possono facilmente trovarsi al supermercato nel comparto degli yogurt.

Ahimè non è così, perché la quasi totalità dei prodotti in commercio ha dei ceppi che non resisteranno all’attacco dei succhi gastrici, arrivando inattivati nell’intestino. Inoltre quello che si trova nella maggior parte degli yogurt (che tra l’altro sono stracolmi di zucchero, 13 gr su 100 gr di prodotto, leggete l’etichetta se non ci credete) sono solo Lattobacilli.

Mancano pertanto vari ceppi, soprattutto i Bifidobatteri, che sono fondamentali per mantenere l’eubiosi intestinale, cioè l’equilibrio tra batteri cattivi e batteri buoni.

E proprio questo è un importante concetto da sottolineare: la prevalenza di batteri cattivi su quelli buoni (la disbiosi) può scatenare una serie di svariate problematiche come allergie, dermatiti, infiammazioni silenti, cattivo assorbimento dei cibi e debolezza, mal funzionamento del sistema immunitario, diarrea, stitichezza, meteorismo, infezioni, predisposizioni ai tumori del colon-retto etc.

Gli ultimi studi hanno fatto un po’ di chiarezza sulla qualità di probiotici, vista l’enormità di offerta che oggi si trova in commercio.

Una sintesi di questi studi porta ad affermare che un prodotto ottimale:

  • dovrebbe essere composto da diversi ceppi (e non solo una o due famiglie di microrganismi)
  • dovrebbe contenere tra i 5 e i 10 miliardi di batteri (non conta averne di più ma che siano capaci di impiantarsi e proliferare nell’organismo)
  • dovrebbe avere una protezione che permetta ai microrganismi di superare l’attacco dei succhi gastrici per arrivare vivi e attivi nell’intestino
  • dovrebbe contenere ceppi importanti come il Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus reuteri, tra i più benefici, ed i Bifidobatteri.

Ancora sono in corso tantissimi studi che chiariranno meglio il ruolo di questi “esserini” che colonizzano il nostro intestino, di certo però, si sa che possono influenzare il PH del nostro intestino e quindi dell’intero organismo, che possono implementare l’assimilazione di sostanze benefiche, facilitare la produzione di acidi grassi benefici, che concorrono alla prevenzione di malattie anche cancerogene, che producono vitamine come la K, che migliorano il sistema immunitario, che riducono le allergie e tanto altro ancora.

Vista la vastità dell’argomento e della letteratura scientifica, a breve inseriremo un ulteriore articolo di approfondimento.

Per adesso vi consigliamo vivamente di optare per una integrazione ciclica di probiotici, almeno un mese ogni tre, soprattutto per chi vive una vita molto sregolare, per chi viaggia spesso e si trova a mangiare nei ristoranti, per chi ha fatto cure antibiotiche.

Un saluto dal team di biosportinglab!

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