Quale stretching fa per te?!

Dallas#McCarver | Muscular development, Bodybuilding workouts, Bodybuilding

Molti lo osannano perché li fa sentire veramente meglio mentre altri lo snobbano ritenendolo sopravvalutato.

Stiamo parlando dello STRETCHING!

Balistico, statico in stile Bob Anderson, dinamico, PNF, C.R.A.C.: qual è il migliore?

Vediamo di sintetizzarne le caratteristiche salienti in maniera tale che ognuno di voi possa sperimentarli su stesso, fino a trovare quello che meglio si adatta alle proprie esigenze e caratteristiche fisiche.

  • BALISTICO: è una tipologia di allungamento che imperversava nelle palestre di ginnastica negli anni 70-80. Praticamente si raggiunge una posizione di massimo allungamento, si spinge oltre (abbastanza bruscamente, come fosse un molleggio), fino a causare il riflesso miotatico inverso, azione involontaria ed incondizionata che spinge il muscolo a proteggersi in risposta ad un eccessivo allungamento, con una rapida contrazione. Purtroppo questa metodica non è per tutti, visto l’alto rischio di traumi osteo-articolari che ne può derivare se usata in modo improprio.
  • STATICO: codificato in chiave moderna nel 1975 da Bob Anderson, che lo studiò prendendo spunto dalle posizioni tipiche dello yoga, prevede il lento raggiungimento della posizione di allungamento, che andrà mantenuta, senza rimbalzi o strappi, per circa 15-30 secondi. La posizione non deve far percepire dolore e nel momento in cui i muscoli si rilassano leggermente, bisogna cercare di aumentare l’allungamento per massimizzarne i risultati. In passato si consigliava di farlo prima e dopo l’attività; oggi, invece, si consiglia di eseguirlo solo dopo l’allenamento, quando già la muscolatura è calda.
  • P.N.F.: Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation è una tecnica che, dopo aver fatto raggiungere il massimo allungamento di un muscolo, prevede la contrazione del muscolo allungato per 15-20’’ circa, dopodiché si rilassa per 5’’ e si riallunga nuovamente per altri 30’’. E’ molto frequente in riabilitazione, infatti è meglio farsi assistere da un’altra persona. L’intero processo di allungamento va ripetuto due volte. I risultati sono ottimi perché la contrazione volontaria che si fa nella massima posizione di allungamento, “imbroglia” il cervello facendogli credere che, nonostante l’estrema posizione di stretch, il muscolo è capace di allungarsi ancora, in sicurezza. In questo modo sarà inibito il riflesso miotatico inverso (a protezione del muscolo allungato) e sarà possibile aumentare leggermente lo stretch.
  • C.R.A.C.: Contract Relax Antagonist Contract è come il PNF tranne che per l’ultima fase in cui si contrae il muscolo antagonista, per permettere un ulteriore allungamento dell’agonista. E’ una tecnica che va fatta con l’ausilio di una persona preparata al fine di ottenere i massimi benefici.
  • DINAMICO: è una tecnica che viene usata prevalentemente nel pre-allenamento poiché si riscaldano sia muscoli che articolazioni. Si eseguono movimenti (circonduzioni, flessioni o estensioni) a range via via più ampi, fino a quando non si raggiunge la massima escursione possibile. Oltre al range articolare, migliora la flessibilità dinamica muscolare. Da non confondere con il balistico!

Al di là di quale tecnica possa essere più apprezzata, di certo si può affermare che l’ampia letteratura scientifica ha definito molto utile l’allungamento muscolare poiché permette di prevenire traumi di natura osteo-articolare, toglie tensione ai muscoli sottoposti a cattive posture o stressati da allenamenti intensi: è dimostrato che un muscolo ben allungato è capace di generare più forza! Non a caso oggi si vedono atleti di weight-lifting o Body Building raggiungere posizioni di allungamento veramente estreme.

Per ultimo, non in ordine di importanza, lo stretching, abbinato ad una corretta respirazione, migliora anche il lavoro del diaframma, che è correlato al nostro stato emotivo e gastro-intestinale…..

Buon allungamento a tutti.

Un saluto dal team di biosportinglab.

DISTURBI DA “LOCK DOWN”

Sai cosa succede al nostro organismo quando, per un tempo medio-lungo, non si sta all’aperto e non si fa attività fisica?

Si rischiano seri problemi di salute.

Eccone alcuni.

  1. Disturbo del sonno: si perdono i due sincronizzatori del sonno che sono modulati dall’esposizione diretta alla luce solare e dall’attività motoria all’aperto.

La luce filtrata dalle tende non è sufficiente e il nostro orologio biologico si disincronizza.

  • Letargia: l’ozio porta l’aumento della sensazione di stanchezza, sonnolenza e noia.
  • Immunodepressione: è confermato da molti studi che 30 minuti al giorno di attività fisica alla luce solare ridurrebbero il rischio di cancro, di malattie cardiovascolari o di Alzheimer del 40%. Inoltre l’attività fisica fa aumentare i livelli di serotonina, l’ormone della felicità che tiene alti i livelli di buonumore.
  • Aumento di peso: si tende a mangiare molto di più, soprattutto per noia o per dar sfogo a voglie particolari, prediligendo cibi poco sani.
  • Aumento del senso di rifiuto e dell’emarginazione sociale: secondo alcuni esperti, chi ha “scambi” sociali e si circonda di affetti, sta meglio psicologicamente. Al contrario chi è solo, rischia di attivare un’area del cervello che è legata alla sensazione del dolore e quindi scaturiscono emozioni negative come tristezza, frustrazione, disperazione, rabbia.

Questo tipo di stress, dal quale non c’è una immediata via di fuga o di attacco, abbassa le difese immunitarie.

  • Forme depressive: restare soli, all’interno di spazi chiusi, favorirebbe il “rimuginare” di pensieri negativi, come il ripetersi di un disco rotto, aumentando l’ossessione, la stanchezza e in definitiva la depressione.

Pertanto l’imperativo è FARE attività fisica/sportiva per almeno 30 minuti al dì e camminare al sole almeno per 1 ora.

Un saluto dal team di biosportinglab!

Benefici del Digiuno, omeostasi e allostasi

I benefici del digiuno - intramundi.it - In Viaggio tra Natura e Mistero

Buongiorno dal team di biosportinglab!!

Oggi vogliamo parlare del nesso che sussiste tra Omeostasi, Sovraccarico Allostatico, Digiuno.

Ad una prima lettura possono sembrare cose complicate, in realtà non lo sono ed è assolutamente necessario conoscere questi meccanismi per portare (o mantenere) il proprio corpo in uno stato di salute ottimale.

Come ormai avrete più volte sentito, il nostro corpo ricerca una condizione di equilibrio, definita di “omeostasi”: attraverso dei meccanismi di autoregolazione, l’organismo cercherà sempre di tornare al punto di quiete, alla condizione di “confort” che più predilige (insita nel patrimonio genetico).

Questo fin quando tutto procede più o meno regolarmente.

Quando però sopraggiungono degli stimoli esterni, il corpo deve adeguarsi a questa nuova situazione ed entra in uno stato definito “allostatico”.

Se gli stimoli non sono eccessivi, l’organismo si adatterà (mediante il fenomeno definito sindrome generale di adattamento di Selye) migliorando il suo stato di fitness.

Qualora, invece, gli stimoli siano eccessivi rispetto alle capacità organiche, il carico allostatico si trasformerà in “sovraccarico allostatico”.

Infatti nei tempi contemporanei, proprio a causa di eccessivi fattori quali stress, ritmi eccessivamente frenetici, inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, fumo, sedentarietà, cibi-spazzatura, sovrappeso, sovra-stimolazione del sistema nervoso simpatico, il nostro corpo produce in eccesso i famigerati RADICALI LIBERI, molecole con un elettrone spaiato che tendono a distruggere le cellule sane che, se non contrastati, sono tra i principali responsabili dei processi infiammatori silenti e cronici.

Proprio l’eccesso di Radicali Liberi sono un esempio di fattori che alimentano il sovraccarico allostatico e che potrebbero innescare lo sviluppo di svariate malattie, anche particolarmente gravi, se non curate per tempo.

Un altro aspetto da osservare è quello relativo alla tossicità (lipo e gluco-tossicità): un eccesso di calorie non smaltite, soprattutto se in associazione a “cibo-spazzatura”, sovraccaricherà tessuti e organi rendendo via via sempre più difficile la fisiologica capacità di depurazione.

Una delle pratiche più antiche ma efficaci che possono contrastare la tossicità cellulare e l’infiammazione dei tessuti è il digiuno, associato al consumo di super food di origine vegetale con grandi potenzialità detox.

Esistono diverse tecniche di digiuno: un giorno alla settimana, 16:8, una settimana al mese, protocolli specifici quali il Clean9, etc…

Al di là di quale si preferisca, i maggiori benefici del digiuno riguardano:

  • il miglioramento del sistema immunitario (il corpo disgrega le strutture poco o non funzionanti che sovraccaricano inutilmente l’organismo, producendone di nuove e di ottimale funzionamento)
  • il contrasto alle infiammazioni (grazie alla produzione di butirrato e altre sostanze, che spegne le infiammazioni organiche)
  • disintossica (gli organi si “riposano” e si liberano dalle tossine)
  • ottimizzazione dell’assorbimento dei nutrienti (l’intestino pulito capta meglio molti micronutrienti anziché eliminarli con le feci)
  • stimola il consumo di acidi grassi (la scarsità di zuccheri nel sangue spinge il corpo ad entrare in uno stato di chetosi, situazione che fa utilizzare i corpi chetonici, sostanze prodotte dai trigliceridi)
  • fa dimagrire (solo se ben strutturato e organizzato)

Concetti molto studiati ma fin troppo vasti da trattare. Speriamo di aver reso l’idea, anche se in maniera molto sintetica.

Se la lettura vi è piaciuta, condividete pure.

A presto!

Un saluto dal team di biosportinglab.

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