Tag #benessereesalute #detox #fitness #wellness # #foreverliving #nutrizionista #dimagrire #dieta #bellezza #lifestyle #mangiaresano #crosstraining

FALSI MITI

Buongiorno agli amici di Biosportinglab, sono appena finite le feste e qualche chilo sulla bilancia è sicuramente apparso.

Come ad inizio di ogni anno, i buoni propositi non mancano per cui molti di voi si stanno preparando ad iniziare (o a riprendere) attività sportive e diete (misteriosamente sparite nel periodo delle feste).

E noi vogliamo aiutarvi in questo percorso, soprattutto tenendovi alla larga da Falsi Miti che ancora imperversano, soprattutto on line…

FALSO MITO N.1: “I CIBI GRASSI PORTANO AD OBESITA’ E PROBLEMI CARDIOVASCOLARI”

Fino a qualche anno fa, le linee guida istituzionali consigliavano di consumare grassi con moderazione poiché si riteneva che provocassero l’accumulo di LDL e Trigliceridi nel sangue.

Oggi queste indicazioni sono state riviste radicalmente grazie ad alcune revisioni scientifiche che hanno confermato proprio il contrario e cioè che alcuni prodotti ad alto contenuto di grassi, come i prodotti di origine latto-casearia, sono inversamente proporzionali all’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche.(https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22810464/).

Si consiglia anche di non sostituire del tutto i grassi saturi con quelli insaturi (es. oli vegetali) perché anche i primi sono importanti per la produzione ormonale.

Inoltre, l’assunzione di grassi nei pasti dà più sazietà rispetto a quelli con solo proteine e soprattutto carboidrati.

Quindi SI a formaggi, frutta secca, avocado e NO a crackers, pane, pasta, pizza (l’eccesso di questi alimenti è effettivamente correlato alle malattie cardiovascolari e metaboliche).

FALSO MITO N.2: “LE ACQUE CON BASSO RESIDUO FISSO SONO LE MIGLIORI”

L’attività sportiva o la temperatura alta aumentano la sudorazione e la conseguente perdita di sali minerali: in questi casi l’assunzione di acqua a basso residuo fisso peggiora la situazione perché, aumentando la diuresi, aumenta anche l’escrezione di calcio, magnesio, potassio e altri minerali.

E’ opportuno invece bere anche acque a medio/alto residuo fisso perché limitano l’osteoporosi e dissetano di più.

Quanto detto, naturalmente, non vale per coloro che hanno problemi renali o per i lattanti, che necessitano di acque “leggere”.

FALSO MITO N.3: “ACQUA E LIMONE BEVUTI AL MATTINO ALCALINIZZANO IL CORPO”

Il limone è certamente utile per tanti scopi ma di certo non per alcalinizzare l’organismo. Magari nell’immediato periodo post assunzione, può avere una minima efficacia nell’abbassare il PH ma, subito dopo, il corpo metterà in atto tutte quelle strategie fisiologiche per riportare in equilibrio il PH.

Tutti gli agrumi sono preziosissimi perché contengono tanti flavonoidi che contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento precoce (come la Vit. C); c’è, però, una sostanza contenuta nel limone, che in pochi conoscono, la Laringenina che ha un importante ruolo nel prevenire le ischemie cardiache.(https://www.unipi.it/index.php/news/item/2602-dagli-agrumi-una-protezione-per-il-cuore).

FALSO MITO N.4: “IL RISO BOLLITO (IN BIANCO) E’ DIETETICO

Il riso è sicuramente un alimento apprezzato dagli sportivi per la sua digeribilità però non tutti sanno che ha un Indice Glicemico molto alto (anche più della pasta e del pane), per cui l’organismo produrrà un’abbondante quantità di insulina per permettere al glucosio di entrare nella cellula e fornire energia. Una parte del glucosio in eccesso viene immagazzinata come riserva, mentre tutto il resto si convertirà in grasso!

La cottura classica (con acqua bollente e successiva scolatura) aumenta ancora di più l’IG; meglio sarebbe utilizzare una cottura in padella, con acqua inizialmente fredda, in quantità doppia rispetto al riso, con una fiamma medio/alta e senza successiva scolatura.

Anche l’utilizzo di verdure, consumate insieme al riso, o immediatamente prima, ne abbassa l’IG.

Opportuno sarebbe anche consumare l’insalata di riso, perché il raffreddamento crea una cristallizzazione che limita l’attacco da parte degli enzimi e quindi l’innalzamento dell’IG, o riso basmati, integrale, rosso e nero che contengono più fibre, che automaticamente abbassano ulteriormente l’IG.

Speriamo di avervi aiutato a fugare qualche dubbio.

Vi ricordiamo che siamo sempre disponibili per informazioni più specifiche o piani di allenamento/dieta personalizzati.

Potete contattarci via mail a info@biosportinglab.it o su Facebook nella pagina biosportinglab oppure su Instagram nella pagina _biosportinglab_

Un saluto da tutto il nostro staff.

Quale stretching fa per te?!

Dallas#McCarver | Muscular development, Bodybuilding workouts, Bodybuilding

Molti lo osannano perché li fa sentire veramente meglio mentre altri lo snobbano ritenendolo sopravvalutato.

Stiamo parlando dello STRETCHING!

Balistico, statico in stile Bob Anderson, dinamico, PNF, C.R.A.C.: qual è il migliore?

Vediamo di sintetizzarne le caratteristiche salienti in maniera tale che ognuno di voi possa sperimentarli su stesso, fino a trovare quello che meglio si adatta alle proprie esigenze e caratteristiche fisiche.

  • BALISTICO: è una tipologia di allungamento che imperversava nelle palestre di ginnastica negli anni 70-80. Praticamente si raggiunge una posizione di massimo allungamento, si spinge oltre (abbastanza bruscamente, come fosse un molleggio), fino a causare il riflesso miotatico inverso, azione involontaria ed incondizionata che spinge il muscolo a proteggersi in risposta ad un eccessivo allungamento, con una rapida contrazione. Purtroppo questa metodica non è per tutti, visto l’alto rischio di traumi osteo-articolari che ne può derivare se usata in modo improprio.
  • STATICO: codificato in chiave moderna nel 1975 da Bob Anderson, che lo studiò prendendo spunto dalle posizioni tipiche dello yoga, prevede il lento raggiungimento della posizione di allungamento, che andrà mantenuta, senza rimbalzi o strappi, per circa 15-30 secondi. La posizione non deve far percepire dolore e nel momento in cui i muscoli si rilassano leggermente, bisogna cercare di aumentare l’allungamento per massimizzarne i risultati. In passato si consigliava di farlo prima e dopo l’attività; oggi, invece, si consiglia di eseguirlo solo dopo l’allenamento, quando già la muscolatura è calda.
  • P.N.F.: Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation è una tecnica che, dopo aver fatto raggiungere il massimo allungamento di un muscolo, prevede la contrazione del muscolo allungato per 15-20’’ circa, dopodiché si rilassa per 5’’ e si riallunga nuovamente per altri 30’’. E’ molto frequente in riabilitazione, infatti è meglio farsi assistere da un’altra persona. L’intero processo di allungamento va ripetuto due volte. I risultati sono ottimi perché la contrazione volontaria che si fa nella massima posizione di allungamento, “imbroglia” il cervello facendogli credere che, nonostante l’estrema posizione di stretch, il muscolo è capace di allungarsi ancora, in sicurezza. In questo modo sarà inibito il riflesso miotatico inverso (a protezione del muscolo allungato) e sarà possibile aumentare leggermente lo stretch.
  • C.R.A.C.: Contract Relax Antagonist Contract è come il PNF tranne che per l’ultima fase in cui si contrae il muscolo antagonista, per permettere un ulteriore allungamento dell’agonista. E’ una tecnica che va fatta con l’ausilio di una persona preparata al fine di ottenere i massimi benefici.
  • DINAMICO: è una tecnica che viene usata prevalentemente nel pre-allenamento poiché si riscaldano sia muscoli che articolazioni. Si eseguono movimenti (circonduzioni, flessioni o estensioni) a range via via più ampi, fino a quando non si raggiunge la massima escursione possibile. Oltre al range articolare, migliora la flessibilità dinamica muscolare. Da non confondere con il balistico!

Al di là di quale tecnica possa essere più apprezzata, di certo si può affermare che l’ampia letteratura scientifica ha definito molto utile l’allungamento muscolare poiché permette di prevenire traumi di natura osteo-articolare, toglie tensione ai muscoli sottoposti a cattive posture o stressati da allenamenti intensi: è dimostrato che un muscolo ben allungato è capace di generare più forza! Non a caso oggi si vedono atleti di weight-lifting o Body Building raggiungere posizioni di allungamento veramente estreme.

Per ultimo, non in ordine di importanza, lo stretching, abbinato ad una corretta respirazione, migliora anche il lavoro del diaframma, che è correlato al nostro stato emotivo e gastro-intestinale…..

Buon allungamento a tutti.

Un saluto dal team di biosportinglab.

POTASSIO

Sintomi e segnali che indicano carenza di potassio: come accorgersene -  Farmae Magazine

Buongiorno a tutti e buon anno dal team di biosportinglab!!

Siamo pieni di buoni propositi quindi quale lettura più adatta se non quella legata al miglioramento dell’alimentazione/stile di vita??!!

Riteniamo utile continuare ad approfondire l’argomento micronutrienti trattando una importante sinergia (soprattutto per gli sportivi): quella tra Magnesio e POTASSIO.

Il Potassio è un elettrolita depositato maggiormente nei liquidi “intracellulari” ed è implicato in svariati processi: battito cardiaco e nella pressione arteriosa, nella corretta costruzione/contrazione muscolare, nelle trasmissioni nervose, nei processi che regolano la ritenzione idrica e l’equilibrio acido-base.

Se ci fate caso, svolge molti ruoli simili a quelli fatti dal magnesio, vedi il precedente articolo qui: https://www.biosportinglab.it/2020/12/02/magnesio/

Il potassio è contenuto nelle barbabietole, patate dolci, avocado, spinaci, banane, albicocche, fagioli, piselli secchi, cavolfiore, frutta secca.

Il dosaggio giornaliero necessario si aggira intorno ai 3.500/4.700 mg/die che equivale a circa 8,5 porzioni di frutta e verdura.

A causa delle poche fonti vegetali presenti nei regimi alimentari attuali, o perché non tutti riuscirebbero a tollerare a livello intestinale la quantità di fibre derivanti da 8,5 porzioni di vegetali al dì, molte persone non assumono giuste quantità di potassio.

A maggior ragione per alcuni, questo dosaggio dovrebbe essere mantenuto più alto:

  • nei periodi estivi, per chi ha una abbondante sudorazione
  • per gli sportivi, a causa della grande quantitativo di liquidi espulsi e per una ottimale contrazione muscolare
  • in chi soffre di problematiche legate ad aritmie cardiache/ipertensione.
  • per chi soffre di calcoli
  • per chi utilizza diuretici (soprattutto per fini estetici)

La carenza di potassio, in aggiunta al troppo sale utilizzato nella cucina contemporanea, ha fatto aumentare negli ultimi tempi le patologie legate alla pressione alta (+30%).

Il potassio inoltre è coinvolto nella pompa sodio-potassio, per cui evita pericolosi depositi di calcio ed equilibra i liquidi cellulari.

Sintomi di carenza:

  1. Ipertensione
  2. Calcoli renali (anche l’eccesso di potassio potrebbe provocarli)
  3. Stitichezza
  4. Osteoporosi
  5. Ipereccitabilità
  6. Debolezza muscolare/crampi
  7. Aritmie cardiache
  8. Ictus/infarto (nei casi estremi)

L’integrazione di potassio da supplementi di qualità, legata ad un pool di vitamine e minerali o in abbinamento al magnesio, è vivamente consigliata, soprattutto per quelle categorie di cui abbiamo già accennato, che beneficerebbero di questa sinergia.

Se ne volete sapere di più o avete qualche particolare necessità, contattateci sulla nostra pagina Facebook o scriveteci una mail a info@biosportinglab.it.

Un saluto dal team di www.biosportinglab.it.

it_ITItalian
it_ITItalian