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L’intimo rapporto con il cibo.

a cura della d.ssa Stefania Guagenti

Perché mangiamo.

Il significato che oggi  assume il cibo, sempre meno si collega al concetto di fame e nutrimento. Infatti, sempre più spesso, può capitarti di mangiare per noia, oppure per sfuggire ad una situazione di disagio dalla quale non sai come uscire, piuttosto che mangiare per fame o perché sono nutrienti utili per il tuo benessere. Ma usare il cibo come consolazione e compensazione, per quanto possa sembrarti una soluzione efficace, produce in realtà, immediatamente dopo, effetti negativi sia per la tua salute fisica, sia per il tuo equilibrio psicologico. 

Uscire da questo circolo vizioso è spesso difficile ma non impossibile se aiutati da professionisti esperti, sia in ambito nutrizionale (con il dott. Antonio Sedita) che psicologico (con la sottoscritta) per permetterti di trovare il concreto supporto per non considerare più il cibo un rifugio.

Il cibo è il mio rifugio

Sai perché mangi più di quanto dovresti? Perché usi il cibo come rifugio. Mangi tanto, più di quanto dovresti, spesso ricercando alimenti poco salutari, ricchi di grassi e zuccheri. La conseguenza è un aumento di peso che limita la tua autostima e il tuo benessere, che se diventa eccessivo può sfociare anche nell’obesità con tutti i relativi rischi per la salute che questa condizione comporta. 

Usare il cibo come compensatore di carenze o vuoti affettivi rischia di generare un circolo vizioso che ti porta a ricercarlo abitualmente e sempre di più, con conseguenze anche serie sul tuo peso e sul tuo benessere.

Il cibo è il mio calmante

Ho fame anche se ho mangiato da poco o tanto. Questa in verità si chiama “Fame Nervosa”. Questo si verifica perché mangiare è anche e soprattutto un bisogno psicologico. 

Le emozioni, sia positive (sono felice e mangio per festeggiare, perché me lo merito dopo tanto impegno etc.), sia negative come stress, rabbia, tristezza (non mi resta che mangiare) possono spingerti a cercare conforto nel cibo. Questa modalità, piuttosto diffusa, viene chiamato fame nervosa perché ti porta a mangiare per soddisfare un bisogno psicologico, non per vera e propria fame.

Spesso, questo meccanismo compensatorio, affonda le sue radici nell’infanzia, quando venivi consolato con il tuo piatto preferito o meritavi un cioccolatino perché eri stato bravo.

Alla base della fame nervosa ci sono meccanismi psichici che fanno si che, in situazioni di stress emotivo, il tuo cervello cerchi istintivamente il cibo per colmare un vuoto o trovare consolazione. 

Purtroppo, il rapporto con il cibo è complesso e truffatore e quindi spesso al conforto segue il senso di colpa per aver superato il limite. 

Se poi sei a dieta e la fame nervosa ti porta a sgarrare, la frustrazione che ne consegue può minare la tua autostima e portarti a cedere di nuovo al cibo, in un circolo vizioso da cui è difficile uscire. 

L’impegno e la buona volontà spesso da soli non bastano, ma se impari a conoscere questo meccanismo affidandoti a dei professionisti del settore, riuscirai a mettere  in atto le giuste strategie e spezzerai questo circolo vizioso. 

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