Tag probiotici

PROBIOTICI

(tempo di lettura 3-4’)

Il termine “probiotico” (che è derivante dal greco: “pro-bios”, a favore della vita) viene coniato a inizio secolo grazie a uno studioso, poi premio Nobel, tale Metchnikoff, che si accorse e studiò la longevità di alcuni contadini bulgari che usavano consumare con costanza un latte fermentato.

Da allora gli studi sul microbiota intestinale sono diventati i più interessanti e soprattutto i più promettenti in fatto di ricerca dello stato di salute ottimale.

Ad oggi, però, l’opinione pubblica è decisamente fuorviata dalla pubblicità dei media perché è portata a credere che i probiotici possono facilmente trovarsi al supermercato nel comparto degli yogurt.

Ahimè non è così, perché la quasi totalità dei prodotti in commercio ha dei ceppi che non resisteranno all’attacco dei succhi gastrici, arrivando inattivati nell’intestino. Inoltre quello che si trova nella maggior parte degli yogurt (che tra l’altro sono stracolmi di zucchero, 13 gr su 100 gr di prodotto, leggete l’etichetta se non ci credete) sono solo Lattobacilli.

Mancano pertanto vari ceppi, soprattutto i Bifidobatteri, che sono fondamentali per mantenere l’eubiosi intestinale, cioè l’equilibrio tra batteri cattivi e batteri buoni.

E proprio questo è un importante concetto da sottolineare: la prevalenza di batteri cattivi su quelli buoni (la disbiosi) può scatenare una serie di svariate problematiche come allergie, dermatiti, infiammazioni silenti, cattivo assorbimento dei cibi e debolezza, mal funzionamento del sistema immunitario, diarrea, stitichezza, meteorismo, infezioni, predisposizioni ai tumori del colon-retto etc.

Gli ultimi studi hanno fatto un po’ di chiarezza sulla qualità di probiotici, vista l’enormità di offerta che oggi si trova in commercio.

Una sintesi di questi studi porta ad affermare che un prodotto ottimale:

  • dovrebbe essere composto da diversi ceppi (e non solo una o due famiglie di microrganismi)
  • dovrebbe contenere tra i 5 e i 10 miliardi di batteri (non conta averne di più ma che siano capaci di impiantarsi e proliferare nell’organismo)
  • dovrebbe avere una protezione che permetta ai microrganismi di superare l’attacco dei succhi gastrici per arrivare vivi e attivi nell’intestino
  • dovrebbe contenere ceppi importanti come il Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus reuteri, tra i più benefici, ed i Bifidobatteri.

Ancora sono in corso tantissimi studi che chiariranno meglio il ruolo di questi “esserini” che colonizzano il nostro intestino, di certo però, si sa che possono influenzare il PH del nostro intestino e quindi dell’intero organismo, che possono implementare l’assimilazione di sostanze benefiche, facilitare la produzione di acidi grassi benefici, che concorrono alla prevenzione di malattie anche cancerogene, che producono vitamine come la K, che migliorano il sistema immunitario, che riducono le allergie e tanto altro ancora.

Vista la vastità dell’argomento e della letteratura scientifica, a breve inseriremo un ulteriore articolo di approfondimento.

Per adesso vi consigliamo vivamente di optare per una integrazione ciclica di probiotici, almeno un mese ogni tre, soprattutto per chi vive una vita molto sregolare, per chi viaggia spesso e si trova a mangiare nei ristoranti, per chi ha fatto cure antibiotiche.

Un saluto dal team di biosportinglab!

La salute inizia ….. alla fine.

(tempo di lettura 3’)

C’era una volta, in un posto remoto dell’organismo, un intero universo chiamato microbioma. In questo luogo vivevano circa ben 100.000.000.000.000 microbi che insieme formavano la comunità del microbiota; questo chilogrammo e mezzo di esserini stavano in perfetto equilibrio tra di loro, permettendo all’intero organismo colonizzato di rimanere in salute, senza ingrassare, senza soffrire di infiammazioni, con un sistema immunitario efficiente. Ad un certo punto è arrivato il progresso e tutto è finito!!

Vabbè scherzo, il finale non è proprio questo, ma non siamo poi neanche tanto lontani.

L’intestino è un “tubo” lungo tra i 7 e gli 11 metri circa, deputato a realizzare molte volte al giorno, quello che può essere definito un “miracolo”: digerire, convertire e assorbire elementi della natura, esterni all’organismo, per trasformarli in materiale enzimatico, energetico e plastico, prontamente utilizzabile dal corpo. E i batteri contribuiscono in maniera fondamentale a questo ed a tanti altri scopi, come il rafforzamento del sistema immunitario, tanto decantato in questi ultimi tempi. Ad esempio uno studio ha rilevato che il Lactobacillus attenua sia il raffreddore nei bambini che l’ansia negli adulti.

Negli ultimi tempi, però, questo delicato universo ha perso il fisiologico equilibrio tra i batteri “buoni” e quelli “cattivi” (eubiosi), a causa di stress eccessivo, uso di farmaci, in particolare antibiotici, zuccheri e grassi in eccesso, conservanti, cibo spazzatura, urbanizzazione, inquinamento, etc.

Questo ha comportato la prevalenza di batteri cattivi sui batteri buoni (disbiosi), con una serie di condizioni negative per l’organismo intero.

Nell’intestino convivono diverse specie di batteri, ma quelle più abbondanti sono: Bacteroidetes e Firmicutes; i primi sono detti  microbi della magrezza, i secondi dell’ingrasso.

E’ stato visto infatti che in situazioni di patologie, disordini alimentari e obesità, la presenza di questi ultimi è in forte prevalenza.

In una ricerca scientifica del 2010 sono stati messi a confronto i microbiota dei bambini del Burkina Faso e quelli di bambini europei: i primi, che si nutrono maggiormente di vegetali e fibre, avevano una produzione di batteri buoni molto più ricca dei coetanei europei.

La mancanza di fibre da digerire fa si che i batteri attacchino la mucosa protettiva, arrivando fino alle pareti intestinali, infiammandole pesantemente; inoltre, senza fibre e senza acqua, le feci non premono sulle pareti intestinali, rallentando la peristalsi. Questo potrebbe essere uno tra i fattori responsabili di malattie gravi relative alla zona colon-rettale.

Purtroppo, rispetto ai nostri antenati, abbiamo perso irrimediabilmente il 50% circa della popolazione batterica.

Infatti, ulteriori studi sembrano dimostrare che sia proprio l’impoverimento del microbiota intestinale la causa di molte malattie moderne come il cancro, l’obesità, la depressione, l’ansia, le malattie autoimmuni.

La soluzione:

  • Migliorare il proprio stile di vita: più attività fisica, no fumo, no eccessi calorici
  • Mangiare più vegetali e fibre in modo tale da stimolare la produzione di acido butirrico, propionico e acetico, acidi grassi a catena corta che prevengono le infiammazioni intestinali e favoriscono la formazione di nuovi mitocondri, le centrali metaboliche del nostro corpo che bruciano più calorie.
  • Evitare per quanto possibile l’uso di antibiotici
  • Evitare alimenti industrializzati
  • Si a carni al pascolo, uova biologiche, pesce di piccola taglia e pesce azzurro
  • Legumi (in ammollo tutta la notte, per neutralizzare gli antinutrienti) e chicchi (riso integrale, farro, quinoa, grano saraceno)
  • Integrare con probiotici di qualità

Restiamo a vostra disposizione per chiarimenti e piani personalizzati!

Il team biospotinglab.

it_ITItalian
it_ITItalian